Gioiosa Guardia

Subito dopo aver parcheggiato, scesi dall’auto, presi l’attrezzatura e mi avviai su per il brullo e irto sentiero ricavato nella roccia. Man mano che salivo lungo quella stradina sconnessa e intrisa di fango, alle mie spalle crebbe il blu imperioso che, rapidamente vestì lo scenario senza confini. Il mare.

Mi fermai di getto e lo sguardo mirò alla magnifica formazione delle “sette sorelle” posta lì in mezzo, nelle acque del mar Tirreno. Le isole Eolie.

Il cielo era coperto da pesanti nuvoloni grigi che non lasciavano varchi alle potenti lame di luce. Una volta in cima, lì in mezzo ai monti e alle rovine, sbucò l’Etna imponente, in parte celata da una coltre di nebbia color glicine. In un tempo lontano, queste visioni, furono soprattutto di quelle genti, di quei nobili e dei sovrani dell’epoca che hanno dato vita a questi luoghi. Mentre scattavo queste foto, il rumore della fotografia si mescolò con il gelido soffio del vento e con i passi dell’ultimo abitante prima di disperdersi definitivamente tra le pietre di queste rovine fantasma.

Giusto il tempo di fare qualche scatto ancora e mi avviai lungo il sentiero sempre più sconnesso che mi portò dentro a quelle stanze con il cielo al posto del tetto.

Quelle che un tempo furono stanze, adesso lasciano spazio ad un’atmosfera spettrale e suggestiva allo stesso tempo. Pietre che non sorreggono più un tetto, in parte altro non sono che cumuli restituiti alla natura selvaggia. Quelle stesse pietre che permettono di perdersi in sconfinati panorami di terra e di mare.

© 2021 Carmelo Lenzo – tutti i diritti sono riservati.

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