Le rovine di Poggioreale

Una grande costruzione il cui varco era sbarrato da un cancello. Appena più in là, oltre quelle sbarre, il silenzio avvolgeva quelle macerie, solo la luce portava calore e il ricordo di vita.

Ero appena entrato a Poggioreale, un paese reso fantasma da una violenta scossa che interessò tutta la valle del Belice. Tra quelle vie, un gruppetto di ragazzi probabilmente stranieri, distesi nella vastità di quella che fu la piazza centrale. Altri poco più in là intenti a portare con sè a “fermare quegli attimi” con delle fotografie come testimonianza di essere stati tra i ruderi di quel paese fantasma.

“Proseguì spedito in quel raid fotografico, a caccia di inquadrature che potessero raccontare quello che stavo vivendo attraverso i miei occhi.”

Usai per la maggior parte un grandangolo spinto proprio per catturare quanta più porzione di quell’architettura resa fatiscente dal sisma e dall’uomo soprattutto, il quale dopo la catastrofe, ritenne inopportuno procedere con la ricostruzione e preferì costruire un’intero paese di sana pianta pochi chilometri più a valle dalle forme amorfe.

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